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domenica 14 settembre 2008

Vorrei essere un pastore

Partenza: Lago di Vernago/Vernagt Stausee nei pressi di Vernago/Vernagt un piccolo paesino della Val Senales/Schnalstal. Da Bolzano/Bozen si prende la superstrada MeBo e, superato Merano, si percorre la statale della Val Venosta fino al bivio con indicazione Val Senales.
Arrivo: Tisenhof (1814 m), Rafeinhof (1880 m) e Maso Finale/Finailhof (1952 m, tel. +39 0473 669644)
Dislivello: 282 m
Tempo complessivo: 1,30 - 2 ore

Escursione: to do.














domenica 24 agosto 2008

Le Tre Cime di Lavaredo

Partenza: Da Brunico/Bruneck si percorre la statale della Val Pusteria e, superato il paese di Sesto/Sexten, si raggiunge la frazione di San Giuseppe Moso dove si gira a destra seguendo l'indicazione per la Val Fiscalina. Percorsi circa 3 km si raggiunge un parcheggio a pagamento, il punto di partenza dell'escursione.
Arrivo: Rifugio Zsigmondy-Comici (2224 m), Rifugio Pian di Cengia/Bullelejoch Hütte (2528 m) e Rifugio Locatelli alle Tre Cime di Lavaredo/Dreizinnenhütte (2405 m)
Dislivello: 1000 circa
Tempo Complessivo: 6 ore

Escursione: to do.







domenica 17 agosto 2008

Inseguiti dai nuvoloni!

Partenza: Lago di Neves/Nevesstausee (1856 m). Da Brunico/Brunek si percorre la statale della Valle Aurina/Ahrntal fino a Molini di Tures/Muhlen in Taufers, dove si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per Selva dei Molini/Muehlwald (1220 m) e Lappago/Lappach (1439 m). Da Lappago si prosegue su una strada asfaltata molto stretta fino ad arrivare al parcheggio a pagamento del lago.
Arrivo: Rifugio Giovanni Porro/Chemintzerhutte (2420 m), alta via di Neves (con una lunghezza di circa 8 km) e Rifugio Ponte di Ghiaccio/Eisbruggjochhutte(2545 m)
Dislivello: 750 m circa
Tempo complessivo: dalle 6 alle 7 ore circa (noi lo abbiamo fatto in 6 ore)

Escursione: per questa escursione, a causa del tempo incerto, avevamo mille proposte ma nessuna certezza (tanto per cambiare). Così, per caso, ci siamo ritrovati in Valle Aurina diretti al Lago di Neves, da dove si parte per una stupenda alta via. Alla partenza, il tempo non era dei migliori... niente pioggia ma grandi nuvoloni nel cielo! Senza alcun timore e camminando tranquillamente su un sentiero molto comodo, siamo arrivati al Rifugio Giovanni Porro in 1 ora e 30 minuti. Dato che il tempo reggeva, abbiamo pensato di recuperare un po' di energie (con un ottimo strudel, una stratosferica torta ai semi di papavero e due bicchieroni di cocacola e succo di san buco) e ripartire subito per l'alta via (eravamo abbastanza tranquilli poiché, a circa metà percorso, c'è una deviazione che, in caso di maltempo, ci avrebbe permesso di ritornare al parcheggio). Con un passo sostenuto e pochissime soste siamo riusciti a staccare tutti quelli che erano partiti con noi ed in circa 1 ora e 30 minuti siamo arrivati alla deviazione per il parcheggio. Dopo qualche occhiata in cielo, per constatare che i nuvoloni c'erano ancora e sembrava ci stessero inseguendo, siamo ripartiti con più vigore di prima alla volta del Rifugio Ponte di Ghiaccio. L'alta via è meravigliosa! C'è una vista sui ghiacciai che circondano il Lago di Neves talmente fantastica che la fatica quasi non sente (inoltre il dislivello è trascurabile). In 3 ore siamo arrivati al rifugio dove i gestori sono simpaticissimi e si mangia molto bene. Abbiamo ordinato due padelle di pasta ed un piatto di deliziose patate rostite (per il patataro Paolo). Ora vi racconto... ci sono tre tipi di piatti di pasta, ognuno con un grado di "piccantezza" diverso. Noi ci siamo limitati ad ordinare i due tipi meno piccanti, ma la prossima volta oseremo con quello più forte!! Come dessert abbiamo ordinato una specie di krapfen con la marmellata che ci siamo litigati alla grande! Il ritorno è stato bellissimo, poiché abbiamo incontrato due marmottine che ci sono venute vicinissime (una è rimasta un bel po' ferma a guardarci ...probabilmente perché sopra di noi volavano dei pericolosissimi corvi che, secondo me, volevano cenare) e fatto amicizia con dei simpatici cavalli. In circa 1 ora e 30 minuti siamo arrivati alla macchina soddisfatti per la bella giornata.



domenica 10 agosto 2008

Un sentiero sbagliato

Partenza: Lago di Braies/Pragser Wildsee (1485 m). Da Bressanone/Brixen si percorre la strada della Val Pusteria seguendo le indicazioni per San Candido/Innichen. Prima del paese di Villabassa/Niederdorf, si gira a destra seguendo le indicazioni per il Lago di Braies/Prags.
Arrivo: Grunwaldalm (1595 m), Ladgo di Braies/Pragser (1485 m), sella Porta sora Forn (2388 m), Rifugio Biella/Seekofelhutte (2327 m), Forcella di Cocadain (2332 m) e Laghetto del Giavo/Seebelsee (2026 m)
Termpo complessivo: 7 ore (6 ore se si salta la Grunwaldalm)
Dislivello: 1000 m circa

Escursione: Per questa domenica gli Amici della Montagna di Martignano avevano in programma una gita molto interessante: l'attraversata con partenza dal Lago di Braies, visita ai rifugi Biella e Sennes ed arrivo al Rifugio Pederù. Poiché in inverno avevamo cercato di raggiungere il Rifugio Biella un paio di volte senza mai riuscirci, abbiamo pensato che questa poteva essere la volta buona per vederlo. L'idea era quella di partire dal lago, accompagnare gli Amici della Montagna fino al Rifugio Biella, salire alla Croda del Becco per gustare il panorama (forze permettendo) e ritornare su un sentiero diverso dall'andata (consigliato su uno dei nostri libri). Così, alle 9:30 eravamo pronti ad inseguire gli Amici della Montagna i cui pullman avevano appena parcheggiato poco distante a noi. Sapevamo che non potevano essere molto lontani, così abbiamo imboccato velocemente il sentiero numero 1 costeggiando il Lago di Braies fino ad un piccolo ponte dove c'è un bivio (attenzione perché non ci sono indicazioni): l'ampia strada forestale sulla destra conduce alla Grunwaldalm, una graziosissima malga immersa in una splendida valletta, ed il sentiero sulla sinistra continua costeggiando il lago e poi si inerpica sulla montagna verso il Biella. Purtroppo, la mancanza di cartelli segnaletici ci ha fatto sbagliare strada (tutta colpa della fretta del papà Franco) facendoci raggiungere, in circa 40 minuti, la malga Grunwaldalm e il gruppetto degli Amici della Montagna del percorso breve, i quali ci hanno informato dell'errore. Da qui siamo tornati indietro ed abbiamo imboccato il sentiero corretto con ben 1 ora di ritardo sulla tabella di marcia!! Dal bivio in poi le indicazioni per arrivare al Rifugio Biella sono molto chiare, inoltre il sentiero permette di ammirare uno stupendo panorama (3 cime di Lavaredo e Marmolada) e non è pericoloso (c'è solo un piccolo tratto con il cordino... ma serve per aiutarsi a salire). In circa 2 ore e 30 minuti dal lago abbiamo raggiunto la sella Porta sora Forn dalla quale in 5 minuti siamo arrivati al Biella (i nostri libri riportavano circa 3 ore di cammino). Poichè erano già le 13:00 ed avevamo 3 ore e mezza di cammino alle spalle abbiamo pensato di fermarci a riposare e rimandare la salita alla Croda del Becco ad un'altra gita (magari partendo dal Rifugio Pederù in Val Badia). Al rifugio abbiamo incontrato gli Amici della Montagna che mangiavano e non abbiamo potuto fare altro che salutarli dato che, quando noi abbiamo iniziato a mangiare, loro ripartivano. Il pranzo è stato discreto anche se certamente non al pari della cucina altoatesina (la gestione è vicentina). Abbiamo ordinato minestrone, polenta funghi e formaggio fuso (il formaggio non assomigliava nemmeno lontanamente a quello che avevo mangiato qualche anno fa al Rifugio Bolzano) ed un piatto di uova speck e patate, il tutto diviso in tre (Silvia, Franco e Paolo). Un consiglio è quello di portare tanta acqua perché l'acqua del rifugio non è potabile (ci è sembrato strano). Da qui, siamo ripartiti seguendo il sentiero numero 28 che inizialmente è pianeggiante e poi risale un crinale roccioso: il regno delle stelle alpine... mai viste così tante! Sul sentiero è necessario fare un po' di attenzione ai segnali bianco-rossi dipinti sui sassi ma è bellissimo poiché si può godere di una vista bellissima sul Lago Grande di Fosse. Arrivati alla forcella di Cocadain, il sentiero 28 piega a sinistra e inizia a scendere su un percorso ad ostacoli... abbiamo saltato tra un sasso e l'altro per un bel tratto di strada (però il sentiero è davvero caratteristico e solitario!). Arrivati ad un bivio abbiamo imboccato il sentiero numero 4 che conduce al, ormai asciutto, Lagetto del Giavo e poi al sentiero dell'andata. Ritornati al lago, sfoderando le ultime forze rimaste in corpo, abbiamo costeggiato la riva destra gustandoci ancora un po' il panorama. Inutile dirvi che la notte abbiamo dormito come i ghiri!!


domenica 3 agosto 2008

Un'escursione improvvisata

Partenza: da Bolzano/Bozen si percorre la superstrada MeBo e si esce all'uscita di Lana, dove si seguono le indicazioni per la Val d'Ultimo/Ultental fino ad arrivare all'ultimo paesino di Santa Gertrude/St. Gertraud (1519 m), il punto di partenza dell'escursione.
Arrivo: Lago di Fontana Bianca/Weissbrunnsee (1872 m) e Rifugio Canziani al Lago Verde/Hochsterhutte am Grunsee (2560 m)
Dislivello: 1041 m
Tempo complessivo: 5 ore circa

Escursione: nonostante avessimo scelto il Rifugio Canziani come meta di questa escursione non sapevamo ancora quale sarebbe stato il percorso che avremmo affrontato. Avevamo due opzioni: ripetere la tranquilla camminata di qualche anno fa (partenza da Fontana Bianca seguendo il sentiero numero 140, arrivo al rifugio e ritorno sul lato opposto della valle attraversando la diga) oppure seguire un bel percorso consigliato su uno dei nostri mitici libri. Alla fine, dopo qualche tentennamento, abbiamo optato per la seconda gita che prometteva una passeggiata tra antichi masi e malghe. Purtroppo però, a forza di guardare il paesaggio ed i masi intorno, abbiamo sbagliato a seguire le indicazioni del libro arrivando, in 1 oretta circa, al Lago di Fontana Bianca. Il sentiero numero 140 che abbiamo seguito fin qui è molto tranquillo anche se è caratterizzato da qualche ostacolo, vale a dire recinti in legno che devono essere scavalcati in mancanza di cancelli. Così, da Fontana Bianca, abbiamo continuato sul sentiero numero 140 ed in circa 1 ora e 40 minuti siamo arrivati al Rifugio Canziani. Dato il freddo, il pienone di turisti ed il tempo che non prometteva bene, abbiamo deciso di bere soltanto un succo di san buco e pranzare al ristorante di Fontana Bianca. Il pranzo è stato abbastanza buono, ma dato che non eravamo particolarmente affamati abbiamo ordinato solamente canederli in brodo. Anche se abbiamo sbagliato a seguire le indicazioni e la paura del maltempo ci ha fatto correre un pò la giornata è stata molto bella e rilassante.

venerdì 25 luglio 2008

Alla scoperta dell'Alta Badia!

Partenza: da Brunico/Bruneck si segue la statale della Val Badia fino ad arrivare a Corvara (1568 m). Da qui si arriva al parcheggio della cabinovia numero 19 che porta al Rifugio Bar Self Service Lago Boè (2200m), il punto di partenza dell'escursione.
Arrivo: Lech de Boà/Lago Boè (2259 m) e Rifugio Utia Franz Kostner/Franz Kostner Hütte/Schutzhütte (2500 m)
Dislivello: 300 m
Tempo complessivo: 3 ore circa

Escursione: to do.








domenica 22 giugno 2008

Riposo, relax e gustosissimi krapfen

Partenza: da Vipiteno/Sterzing si percorre la strada della Val Ridanna fino al paese di Stanghe/Stange, dove si gira a sinistra seguendo le indicazioni per la Val Racines/Ratschingstal e si continua sempre dritti fino ad arrivare al parcheggio della seggiovia di Colle/Bichl (1280 m). Da qui è possibile arrivare a piedi o con la comoda seggiovia a quattro posti alla Wasserfaller alm.
Arrivo: Wasserfallen alm (1903 m), Rinneralm (1950 m), Rinner Sattel (2031 m), Wasserfallen see, Auss. Wumblsalm (1865 m), Saxner Hutte (2000 m)
Dislivello: 300 m circa in salita (e 930 m circa in discesa per il ritorno senza seggiovia)
Tempo complessivo: 4 ore circa

Escursione: to do.





domenica 15 giugno 2008

Per la domenica ordino il bel tempo

Partenza: da Vipiteno/Sterzing si prende la strada per la Val di Vizze/Pfitsch e si arriva al paesino di Caminata/Kematen (1440 m). Superato il paesino, dopo l'albergo Kranebitt, c'è una stradina sulla sinistra, con indicazione Grubbergalm (attenzione perchè la segnaletica è nascosta dalle piante), che sale ad alcuni masi masi passati i quali si può parcheggiare la macchine.
Arrivo: Grubbergalm (2002 m) ed oltre verso la piccola croce, Jssen Hutte e laghetto artificiale Hatzllacke.
Dislivello: 650 m circa
Tempo complessivo: 4 ore circa

Escursione: dato il maltempo della settimana passata, siamo partiti da casa con il timore di trovare pioggia o, peggio ancora, temporali. Invece tutto è filato liscio come l'olio ;) ! Siamo partiti da Trento con diverse proposte di escursioni: Merano, Val Racines o Val di Vizze? Abbiamo scelto quest'ultima dato che è bellessima e solitaria, inoltre la nostra ospite, Lucia, non c'era mai stata! Dopo aver parcheggiato la macchina, abbiamo percorso, per circa 15 minuti, una comoda strada forestale e poi un sentiero molto bello nel bosco per poi ritornare ancora sulla strada (le indicazioni sono molto chiare). In circa 1 ora 45 minuti siamo arrivati alla Grubberg alm, una malga molto carina con una vista meravigliosa. Che la malga fosse chiusa lo avevamo scoperto alla partenza, chiedendo informazioni all'albergo Kranebitt (ancora troppo presto per portare le mucche al pascolo). Questo però non era un problema poiché eravamo muniti di panini, salame rosa, lucanica e formaggio... ovviamente ci siamo divorati tutto in poco tempo. Per allungare la nostra escursione siamo andati alla piccola croce poco sopra la malga (da qui si potrebbe arrivare in 2 ore e mezza all'Europa Hutte passando un piccolo tratto con fune di sicurezza) e poi oltre verso il Flatschjochl. Qui abbiamo visto una bellissima marmotta che si grattava ed ammirava anche lei il paesaggio. Al ritorno siamo abbiamo cambiato strada svoltando a destra al bivio sotto la malga. Siamo passati vicino al Jssen Hutte, anch'esso chiuso, e poco più giù al Hatzllacke dove li vicino pascolavano dei torelli non molto socievoli (abbiamo fatto una piccola corsetta per metterci al sicuro dietro uno steccato). Da qui abbiamo seguito i cartelli segnaletici fino al paese di Kematen (dove abbiamo visitato la stupenda chiesetta del paese con il suo caratteristico cimitero tirolese) e poi abbiamo percorso un breve tratto di strada asfalata per ritornare alla macchina. Siccome eravamo un pò affamati, ci siamo fermati in un gastof in fondo alla valle... ma ci hanno preparato solamente un piatto freddo. Non contenti ci siamo fermati al paese di Piazza/Platz al Pfitscherhof dove ci siamo divorati tre fette di torta megagalattiche (una alle fragole e due sacher), due cioccolate e un cappuccino. Peccato che non ci siamo fermati subito qui... ci avrebbero preparato il kaisersmarren oppure qualche altra delizia fatta in casa.

lunedì 2 giugno 2008

Troppa neve per il Puez

Partenza: Passo Gardena/Grodner Joch (2125 m). Da Ponte Gardena/Waidbruck oppure da Chiusa/Klausen si seguono le indicazioni per la Val Gardena/Groden passando per Selva di Val Gardena/Wolkenstein in Groden e proseguendo fino al passo.
Arrivo: Capanna Clark (2222 m), Passo Cir/Jeuf De Cir (2445 m) Passo Crespina (2526 m) e Lago della Crespina/Lac De Crespina (2374 m) 
Dislivello: 700 m circa
Tempo complessivo: 4 ore circa

Escursione: Nonostante sapessimo che i rifugi del luogo erano ancora chiusi (e che quindi avremmo mangiato al sacco) non vedevamo l'ora di ripetere, almeno in parte, il percorso delle memorabili gite che in passato ci avevamo portato al Rifugio Puez. Così, siamo partiti (all'appello: Silvia, Franco e Paolo) un po' in ritardo (erano le 10) dall'Hotel Cir seguendo il sentiero numero 2 che ci ha condotti verso la Capanna Clark in circa 15 minuti. Da qui abbiamo cominciato a salire verso il Passo Cir  con qualche pausa per goderci il panorama sul Sassolungo e per le solite foto artistiche del papà (è da non crederci ma su centinaia di foto fatte qualcuna viene anche piuttosto bene... le foto che vedete sono opere sue!). Arrivati al Passo Cir ci siamo fermati per ammirare la stupenda vista sulla valle di Chedul, poi abbiamo cominciato a scendere leggermente incontrando il sentiero numero 12 che risale la valle fino al Passo Crespina. Siccome il sentiero era, a tratti, ricoperto di neve abbiamo dovuto fare un pò di fuori pista sia per arrivare al passo che per scendere verso il Lago della Crespina, dove abbiamo dovuto rinunciare a continuare perché la neve aumentava ed era sempre più difficile cercare vie alternative.  Così ci siamo fermati ed abbiamo cominciato a preparare, e poi divorare, panini con speck, lucanica e formaggio. Come stuzzichino finale ci siamo mangiati i mikado al cioccolato fondente. Sulla via del ritorno è caduta qualche goccia di pioggia... ma, essendo ben attrezzati, non l'abbiamo nemmeno sentita. Non credo sia stato lo stesso per una famiglia con due bambini che abbiamo incontrato... avevano uno zaino piccolissimo ed erano vestiti solamente con pantaloni cortissimi, giacca della tuta, scarpe da ginnastica e calzetti corti. Chissà che freddo!!